La Chiesa del Suffragio, sotto il titolo di S. Maria del Suffragio, è una delle chiese più belle tra gli edifici moderni di culto in Ravenna. “È considerata opera eccellente, e la più perfetta di architettura moderna che sia in Ravenna”(Tarlazzi). La Chiesa è dedicata al culto dei defunti, e fu impresa — fin dal secolo XVII — della Confraternita dei Suffragi. L’edificio attuale risulta da numerosi interventi di ampi restauri e ristrutturazioni che ebbero luogo anche poco dopo la fondazione, che risale al 1701. Completata la prima ristrutturazione nel 1714, la Chiesa potè essere consacrata dall’Arcivescovo Card. Farsetti solo nel 1728. Si tratta di edificio a pianta centrale con calcolata armonia della forma ottagonale, con la distribuzione di otto cappelle (quattro maggiori e quattro minori), con slanciato tamburo concluso da cupola e lucernario. Tuttavia, la fabbrica attuale risulta da un intervento di rifacimento integrale, a partire dal consolidamento delle fondamenta per opera dell’architetto ravennate Camillo Morigia, che completò i lavori nell’autunno del 1789. La facciata è decorata di lastre di pietra d’Istria con due statue sulla fronte recanti i simboli della carità e della giustizia dovute a Giovanni e Celio Toschini. Al centro della facciata è notevole il bassorilievo dei Toschini con la rappresentazione delle anime del Purgatorio liberate dalle fiamme. L’architettura dell’esterno del corpo di fabbrica e della facciata pone questo edificio quasi in una posizione centrale per rapporto ai grandi edifici della meravigliosa Piazza del Popolo. C’è coerenza di stile e di linee col Palazzo dell’Orologio, che è pure opera dello stesso Morigia, C’è armonia con i grandi palazzi, che si fronteggiano, della Legazione Pontificia (ora della Prefettura) e del Credito Romagnolo, già Palazzo Gargantini e prima Rasponi del Sale. Pertanto, alla centralità architettonica corrisponde la centralità urbanistica di questa chiesa che, più di altre, si trova nella viabilità turistica e commerciale, politica, sociale e culturale della Ravenna antica e moderna. Da essa si ammira, a poca distanza, l’altro capolavoro del Morigia: la Tomba di Dante.
L’interno, oltre che assai armonico nelle linee già accennate, è divenuto sempre più interessante per le addizioni monumentali di recenti acquisizioni. È sempre stata molto armoniosa la composizione dell’altare maggiore con marmi preziosi, stucchi di Antonio Martinetti, organo e coro ligneo proveniente dalla Basilica di S. Giovanni Evangelista (1919). Nell’abside è centrale la tela di Andrea Barbiani raffigurante la Natività di Maria (XVIII secolo). Di notevole valore artistico e di rimarchevole storia devozionale sono i due gruppi marmorei, a grandi figure, provenienti dalla Basilica di S. Vitale, e scolpiti da Giovanni Toschini nel 1701. Si tratta di due gruppi che, qui portati nel 1919 e nel 1921, adornano i due maggiori altari di destra e di sinistra. A destra si ammira il gruppo di San Vitale onorato da quattro Angeli. A sinistra sta il gruppo della Pietà, o del Compianto di Cristo, simile ad uno di S.Giustina di Padova (Ricci), con le quattro Marie nel lamento per il Cristo morto [35].
Le sacrestie, ospitate in ambienti d’età veneziana, come altre strutture nelle immediate vicinanze della chiesa, hanno trovato posto bellissime opere lignee (armadi soprattutto) provenienti dalle sacrestie monastiche smantellate della Basilica di S. Vitale. Come si vede, la Chiesa del Suffragio — già pregevole in sé stessa per arte, storia e devozione — è in definitiva un monumento di monumenti [36] meritevole della più attenta conservazione e della più vigile devozione del popolo di Ravenna, dei turisti e dei pellegrini.

Giovanni Montanari (stralcio)