Nel corso dell’anno 2011 è avvenuto un fatto molto importante in materia di beni culturali diocesani, ovvero l’istituzione con i decreti del 18 marzo di mons. arcivescovo Giuseppe Verucchi, sulla scorta delle decisioni e disposizioni della CEI a livello nazionale’, della Biblioteca Diocesana e dell’Archivio Storico Diocesano di Ravenna-Cervia. Va, dunque, la gratitudine a mons. Giuseppe Verucchi, arcivescovo di Ravenna-Cervia, coadiuvato da mons. Guido Marchetti, direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, per aver promosso e realizzato quanto sopra. Ora, riguardo ai beni librari della Diocesi segue un excursus, diviso in tre parti, teso ad illustrare le tre principali realtà librarie protagoniste dell’evento suaccennato: la Biblioteca Diocesana, il Fondo Arcivescovile ed il Fondo Seminario.
1. Biblioteca Diocesana “San Pier Crisologo” La Biblioteca Diocesana di Ravenna-Cervia (BDRA, in seguito) è stata istituita con decreto arcivescovile n. 252/11 del 18 marzo 2011. Le sue principali finalità sono la conservazione dell’importante patrimonio librario che possiede allo stato attuale e la sua messa a disposizione degli studiosi e della ricerca scientifica in genere. Inoltre è sempre proprio dell’impegno istituzionale della Biblioteca Diocesana promuovere la valorizzazione e l’accrescimento continui del suddetto patrimonio librario che assomma ad un totale di circa 90.000 volumi.
Gli scopi primari, infatti, della BDRA sono essenzialmente due: la conservazione del patrimonio librario a essa affidato ed in aggiunta quello della sua valorizzazione attraverso attività che ne favoriscano la fruizione da parte degli utenti (vd. art. 5 dello Statuto della BDRA). A questo punto occorre precisare che la BDRA per motivi rigorosamente statutari si rivolge tendenzialmente ad un pubblico di utenti specializzati o comunque ad un pubblico di studiosi intenti nella ricerca scientifica (vd. art. 4 dello Statuto). Sono in cantiere diversi progetti culturali destinati a far conoscere maggiormente la Biblioteca ed il suo importante patrimonio librario a tutta la cittadinanza, ma non solo. A tal proposito sono previste visite guidate, mostre, cicli di conferenze e anche un convegno che si spera darà il via ad una lunga e stabile tradizione, esattamente come sta già avvenendo da alcuni anni per l’altro illustre istituto culturale diocesano, ovvero l’Archivio Storico Diocesano di Ravenna-Cervia. Sempre a norma del citato decreto istitutivo: «La Biblioteca Diocesana è “istituto culturale dell’Archidiocesi di Ravenna-Cervia”; raccoglie i fondi della biblioteca del Seminario Diocesano e della biblioteca Arcivescovile di Ravenna; essa è individuata quale punto di riferimento centrale per il sistema bibliotecario diocesano, che collega le biblioteche esistenti nel territorio della diocesi, sia quelle conservate presso l’Archivio Storico Diocesano, sia quelle che saranno individuate ed entreranno nel predetto sistema bibliotecario». Quindi, innanzitutto, la BDRA convoglia in sé due importanti fondi librari che appartengono sempre, ai fini della proprietà, ai rispettivi enti di appartenenza: il fondo Arcivescovile e quello del Seminario. Sia la Biblioteca del Seminario “SS. Angeli Custodi” sia la Biblioteca Arcivescovile non esistono più come realtà istituzionali, ma al loro posto vi è una sola realtà quella della Biblioteca Diocesana. Tale realtà dipende in tutto e per tutto dall’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, fatta salva naturalmente la proprietà dei suddetti patrimoni librari in capo ai relativi enti di appartenenza tuttora esistenti, ovvero rispettivamente il Seminario e l’Arcivescovo. La BDRA è anche destinata a contenere, o per meglio dire concentrare, ogni altra biblioteca ecclesiastica presente nel territorio diocesano il cui ente per varie vicende è estinto o il cui stato di conservazione sia precario e necessiti quindi di un intervento in tal senso. Con il suddetto decreto del 18 marzo 2011 sono stati approvati: lo Statuto della Biblioteca; il Regolamento per la consultazione; le Norme per la riproduzione di documenti e libri.
Ai fini della catalogazione in SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) la Biblioteca Diocesana aderisce al Progetto per le Biblioteche Ecclesiasti-che promosso e gestito dall’Ufficio Nazionale Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana (vd. art. 3 dello Statuto) e per questo: «I testi conservati nella Biblioteca devono essere catalogati secondo i sistemi offerti dall’informatica sulla base delle indicazioni e usando gli strumenti concordati tra la C.E.I. e il Ministero per i beni e le attività culturali. Devono essere collocati secondo criteri che ne facilitino il reperimento, al fine anche dello scambio di informazioni bibliografiche con altre biblioteche. A questi fini la BDRA aderisce al Progetto informatico CEIBib» (vd. art. 9 del citato Statuto). Per quanto concerne i manoscritti, invece, la Biblioteca ha aderito pienamente dal 2013, tramite il Polo PBE (Polo SBN di Biblioteche Ecclesiastiche), al progetto Censimento dei manoscritti conservati nelle biblioteche italiane promosso dall’ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico), che utilizza il nuovo sistema di gestione MOL (Manus-OnLine). Infine riguardo agli incunaboli la Biblioteca è in fase di adesione, grazie all’intermediazione sempre del Polo PBE, al progetto europeo MEI (Material Evidence in Incunabula), iniziativa del CERL (Consortium of EUROPEAN RESEARCH LIBRARIES), per l’inserimento dei dati relativi all’esemplare di tutti gli incunaboli già presenti, solo bibliograficamente, nella famosa banca dati ISTC (Incunabula Short-Title Catalogue). La Biblioteca Diocesana attualmente è divisa fra due sedi separate, la Sede Seminario (piazza Duomo, 4) e la Sede Arcivescovile (il cui accesso è da piazza Arcivescovado). La Sede Seminario, dislocata appunto presso la sede della ormai estinta Biblioteca del Seminario, è quella principale, dove è infatti possibile accedere ad una vera e propria sala di consultazione, mentre la Sede Arcivescovile per motivi logistici e per impossibilità di fruizione è in realtà adibita a mero deposito del fondo Arcivescovile. La Curia Arcivescovile ha stabilito contestualmente all’istituzione della Biblioteca Diocesana un organico base del personale della stessa Biblioteca che risulta attualmente così formato: Direttore: dott. Massimo Ronchini.

Massimo Ronchini (stralcio)