Il rito della graticola è notoriamente caro ai romagnoli in occasione delle feste: rito familiare, comunitario, chiassoso, godurioso e a buon mercato. Oltre che nei ristoranti e nelle rosticcerie, l’utensile è comunemente presente in tutte le case: nel camino del bassocomodo, sul caminetto dietro casa, oppure montato nel classico barbecue. Tanti sono i cibi destinati alla graticola: carne, pesce, verdure, pane, formaggi, polenta. Tante le possibili preparazioni e condimenti: marinatura, oliatura, speziatura, aromatizzazioni, con olio, vino, aceto, limone, sale, pepe, rosmarino, aglio, timo, salvia, prezzemolo, alloro… Belli e tutti da esibire i regolari segni di cottura, tracciati dalla graticola incandescente e della cottura alla brace. Importante, e non da sottovalutare, la scelta della legna, preferibilmente dura e aromatica, di valle, di pineta e di collina; in campagna si considerava adatta la legna ricavata dai frutteti e vigneti. In sintesi, la grigliata mista è amata dai romagnoli semplici e senza grandi pretese gastronomiche, eppure vantata come segno di prosperità, dovuto alla secolare fame di carne di tanti romagnoli di un tempo neppure tanto lontano; una peculiarità ancor più valida dalla fine degli anni Cinquanta alla fine degli anni Settanta.