1. Recente è il rilievo assunto dai due complessi base delle fonti scritte per la storia della diocesi di Ravenna, l’Archivio Storico Diocesano di Ravenna-Cervia (AsDRA) e la Biblioteca Diocesana (BDRA). Ricche di storia, hanno ricevuto con il decreto del 18 marzo 2011 dell’arcivescovo Giuseppe Verucchi una precisa collocazione istituzionale. In ogni ente o istituto ecclesiastico o laico che sia l’Archivio si forma per la necessità autonoma di documentare gli atti della vita pratica di ogni giorno, e di conservare per il futuro la memoria delle funzioni svolte e delle attività realizzate. L’Archivio diviene così indispensabile per documentare i modi e i tempi operativi dell’agire dell’ente; così sedimentato offre le fonti per la ricostruzione storica di quanto operato, e si costituisce come la memoria vera e propria dell’istituzione. Da tempi lontani, nel nostro caso oltre 1500 anni, l’Archivio decora la Diocesi nella dimensione storica e culturale dalle origini. È quindi nostro compito oggi conservare i documenti per l’avvenire e mantenerli della tradizione storica dell’Arcivescovato di Ravenna e del suo inserimento nella vita e nelle vicende della evoluzione culturale della città. Per conservare all’Archivio la solida posizione che gli compete, il decreto del marzo 2011 ha formulato uno statuto che ne definisce le caratteristiche e le funzioni in atto e l’evoluzione per l’avvenire. L’Archivio è stato così inserito come gli altri istituti archivistici ecclesiastici nell’Ufficio Nazionale dei Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana, per la formazione di un corpus e delle sue prerogative (cEIAR).
L’Archivio costituisce così un inesauribile sostrato culturale per la comprensione, nel profondo, dei fatti storici e delle manifestazioni del pensiero e dei fatti giuridici attraverso i tempi e, oggi, più che mai, è lo strumento di difesa contro la cancellazione della memoria in atto col materialismo economico. Compito attualmente primario della Curia diocesana, essendo finalmente avviato l’apprestamento di una nuova sede, è quello di assicurarla adatta e sufficiente a conservare nel modo più adatto il patrimonio archivistico dell’Arcivescovato e il suo costante accrescimento, e di reperire i mezzi finanziari per provvedere al compimento dei lavori iniziati per la nuova sede in via Lolli 19, secondo il progetto avviato a suo tempo dall’arcivescovo Giuseppe Verucchi e dal Delegato per i beni culturali della diocesi mons. Guido Marchetti. L’ ASDRA deve infatti continuare a svolgere e migliorare le funzioni di sussidio all’azione pastorale della Curia avviate nel 1992 con l’apertura al pubblico della Sala di Studio curando l’assistenza agli studiosi italiani e stranieri nonché l’indispensabile lavoro interno di ordinamento e di inventario della mole di fonti documentarie ereditata dal passato. L’Archivio sino dal secolo xviii ha sempre interessato l’attività scientifica degli studiosi italiani e stranieri in àmbito internazionale e i suoi documenti antichi si trovano inseriti nelle più importanti collezioni (Monumenta Germaniae Historica; Regesta Pontificum Romanorum; Re-mm Italicarum Scriptores; Fonti della storia d’Italia, etc.)
Da alcuni anni, con la istituzione a Ravenna della Facoltà universitaria di Conservazione dei beni culturali e l’annesso Dipartimento, la frequentazione dell’Archivio si è infittita di docenti universitari, e degli studenti che nell’Archivio trovano ampia e variata materia di indagine per la ricerca e per la redazione di numerose tesi di laurea.
L’Archivio Storico Diocesano si è così rapidamente inserito tra gli istituti di maggiore fruizione culturale della città, insieme alla Biblioteca Classense e all’Archivio di Stato. Tale funzione è facilmente prevedibile crescerà nel futuro, specie se l’Archivio potrà essere sistemato in nuove strutture più adeguate come ricettività, e conforme ai nuovi strumenti di ricerca computerizzata oggi indispensabili. Accanto al ricevimento e all’assistenza agli studiosi frequentanti l’Archivio, in particolare agli studenti, che sono assiduamente seguiti nella elaborazione delle dissertazioni di laurea, si accompagna un lavoro continuo di presa di conoscenza dei fondi archivistici e del loro ordinamento, allo scopo di attuare il compito principale degli archivisti, quello della compilazione degli inventari, ottenuto con lo studio, l’adattamento o il rifacimento di quelli antichi, e con la redazione di inventari nuovi per i fondi che ne sono privi e che attendono di essere altresì ordinati.
Attualmente a corredo dei fondi documentari sono disponibili oltre cinquanta inventari, tra antichi (secc. xvi-XVIII), moderni (1861-1945) e contemporanei (1982-2014). Come è noto i fondi archivistici si presentano ciascuno con caratteristiche in parte simili, talora invece del tutto singolari in quanto depositi della memoria di istituzioni diverse nelle finalità e nel tempo. Periodicamente, ogni anno, si provvede inoltre ad inviare al restauro qualche unità archivistica, cercando di pervenire al risarcimento del materiale più bisognoso di intervento conservativo o di condizionamento.
2. La nuova configurazione istituzionale si presenta inoltre come preparazione e avviamento al trasferimento dell’Archivio nella nuova sede di via Lolli n. 19 designata dall’arcivescovato (della quale sono stati iniziati i lavori), e che prevede la sistemazione dell’ ASDRA nella sua attuale consistenza in un edificio strutturato ad hoc e l’accettazione delle future accessioni. L’antico Archivio Arcivescovile sin qui operante si prospetta quindi come un archivio generale collettore nel quale si trovano gli archivi storici aggregati di varie istituzioni già raccolti o in via di acquisizione, e cioè:
• Capitolo della Cattedrale di Ravenna • Diocesi di Cervia • Cappella musicale del Duomo di Ravenna, con oltre 500 manoscritti • Convento dei Parroci di Ravenna • Archivio privato Cattani-Trotti (depositato) • Alcune parrocchie della città e della diocesi • Seminario Arcivescovile • Monasteri ravennati di S. Andrea Maggiore, S. Chiara, S. Domenico (pergamene) • Confraternita del SS.mo Sacramento in S. Giustina • Commissaria III di Ravenna della Congregazione della Rev.da Fabbrica di San Pietro • Fondi raccolti dal canonico Cesare Uberti (sec. xvi-1925) • Pia Opera della Misericordia (sec. xix) • vi Centenario dantesco del 1921 • Alcuni resti della dispersa Biblioteca Arcivescovile anteriori al xvi secolo (con il De fide di S. Ambrogio del sec. vi) All’Archivio sono inoltre annessi tre fondi librari (dell’Archivio, del Cerimoniere, del Capitolo Metropolitano) con diverse Cinquecentine, e oltre 6000 unità librarie (secc. xvii-xx)
3. L’insieme degli archivi aggregati accresce e integra l’Archivio Arcivescovile, che conserva: alcuni papiri dei secoli vi-ix; Il grande fondo diplomatico degli arcivescovi, dal 783, comprendente pergamene papali, imperiali, arcivescovili, amministrative; l’archivio della Mensa arcivescovile, con le serie dei Sinodi, dei Diversorum (secc. XII-XIX), delle Visite pastorali (secc. xvi-xx), l’archivio della Curia (secc. xvi-xx), l’archivio giudiziario (sec. xvi-1859); la documentazione dell’amplissimo patrimonio immobiliare-economico e della sua amministrazione, che si articola nelle serie dei Diacetti di Ravenna, Cesena, e dei Catastri del territorio di Ferrara e la raccolta delle Mappe. Alcune mappe consentono la ricostruzione del centro della città di Ravenna e la divisione in parrocchie del 1830.

Giuseppe Rabotti (stralcio)