Al nome dei conti Rasponi (sempre la dinastia ramificata di “Cent’anni di solitudine a Ravenna”), e all’aura delle società segrete, sono legati altri giardini di Ravenna, oltre a quelli delle Erbe Dimenticate: i Giardini Pensili del Palazzo della Provincia. Anche la loro storia si snoda dal 1700 fino agli Anni ’20 del Novecento e, il loro primo momento saliente, si ha con lo sfortunato Conte Cristino Rasponi che perse moglie, due figlie, tre cognate e due nipotine nell’arco degli interminabili anni in cui assistette anche alla delusione per la Restaurazione (1814). Il povero Cristino volle un buen retiro in cui isolarsi dai dispiaceri e pare che passasse ore ad annaffiare di lacrime questa chicca verde nel cuore del centro.

Il lato suspance dei Giardini chiama poi in causa un sospetto legame con la Massoneria, qui presumibilmente richiamata da alcuni elementi architettonici – come la pietra grezza e le figure geometriche immerse nella natura, o la sfera appesa nella volta della cripta – che potrebbero essere stati inseriti in modo non prettamente decorativo, e la Carboneria, rievocata invece per il passaggio a Palazzo di un vip d’epoca, Lord George Byron, affiliato ai moti del ’20-’21, ma soprattutto alla bella contessa Teresa Gamba Guiccioli di cui fu il compiantissimo amante ufficiale.

A discapito dell’aspetto romantico della torretta neogotica, dove si vociferava si incontrassero i due piccioncini, ma dalla costruzione troppo tarda (…o dobbiamo immaginarci Teresa, mano nella mano di un Lord fantasma sui mosaici di San Severo, come la Moore e Swayze al tornio in “Ghost”?) dobbiamo supporre che gli appuntamenti galanti, oltre che all’Osteria della Corona (oggi Biblioteca Oriani) e a Palazzo Guiccioli in via Cavour, si tenessero nella parte più antica del giardino e nel fu palazzo gentilizio, incendiato dalle squadre fasciste di Italo Balbo negli Anni ‘20 del Novecento e costruito quasi ex novo dall’architetto Arata.

Per chi poi amasse sfinirsi di lacrime, immedesimandosi in houstoniani “I will always love you”, alla Biblioteca Classense c’è una manoscritta Vie de Lord Byron en Italie buttata giù dall’inconsolabile contessina che, per la gioia anche del secondo marito, rimase legata per la vita alla memoria del suo poeta prematuramente scomparso a Missolungi.

…E se ti chiami George Byron, vieni a scorrazzare a Ravenna unendo utile e dilettevole, vuoi non lasciare due righe sul suo verde? Certo che sì, ecco l’afflato tutto british con cui scrive della pineta:

“Dolce ora del crepuscolo! Nella solitudine della Pineta…sulle rive silenziose cui circoscrive l’immemorabile foresta di Ravenna che copre quel suolo dove un tempo ruggirono le onde dell’Adriatico, fino ai luoghi in cui sorgeva l’ultima fortezza dei Cesari; foresta sempre verde che rendono sacre per me le pagine di Boccaccio e i canti di Dryden, oh! Quanto io ho amato l’ora del crepuscolo e te!
Le stridule cicale abitatrici del pino, che fan della loro vita d’estate una perpetua canzone, si udivano sole insieme col romore de’ miei passi e di quelli del mio corsiero, e la squilla del vespro che risuonava in mezzo alle foglie; lo spettro cacciatore della razza di Onesti, i suoi cani infernali e la loro pread, e quella schiera di giovani bellezze che appresero da tal esempio a non fuggire da un amante sincero… trascorrevano come larve dinnanzi agli occhi della mia immaginazione […] “ (traduzione di Carlo Rusconi, da T. Dalla Valle, “Ravenna, poeti per una città”, Ravenna, Longo, 1968, pag.103).

…E non sia mai che si fugga dagli amanti sinceri! …In realtà, l’altro giorno un’amabile (davvero) vecchietta inglese, appassionata di gossip storico e di tappa-Grand Tour alla Cripta Rasponi mi ha detto che – pare – in realtà Byron fosse un antipaticiss…j%fhvdgsvd:@… narcisone. Ma voi non avete sentito nulla 😉

Un grazie speciale a Paolo Bolzani per le indicazioni bibliografiche e a Silvia Quattrini per le dritte sui giardini, specialmente per avermi insegnato a dire “acero negundo”

Bibliografia:
V.Lacchini, S. Quattrini, “Cripta Rasponi e Giardini Pensili della Provincia di Ravenna”
P.Bolzani, a cura di, “Arata e Ravenna. Opere e progetti nella città di Corrado Ricci”, Ravenna, Longo, 2008
T. Dalla Valle, “Ravenna, poeti per una città”, Ravenna, Longo, 1968

Linda Landi