Quando parliamo di Piadina (quella con la “P” maiuscola) spesso non pensiamo che dietro a questo prodotto ci sia un vero universo.

Possiamo parlare di piadina industriale o piadina artigianale, piadina sottile o piadina grossa; se siete disorientati e non sapete da dove partire per comprendere qual è la vostra preferita cominciate da via Canale Molinetto 9 a Ravenna dove troverete il chiosco di Daniele Scarpellini.

Già la mamma, Terzina, era piadinara e nel 1965 aprì il primo chiosco di Ravenna che ora ha ereditato il figlio (l’anno prossimo festeggerà i 50 anni di attività).

Daniele custodisce gelosamente i segreti tramandatigli dalla mamma così come gelosamente conserva ancora i suoi mattarelli di legno sotto al banco; a guardarlo mentre lavora sembra tutto semplice, ma dietro ogni gesto c’è tutta la sua esperienza.

Io personalmente lo ritengo un vero artista, e la vena artistica non manca di certo in casa sua: la mamma piadinara, la figlia cantante lirica e la moglie decoratrice.

La ricetta: acqua, farina, lievito, un pizzico di bicarbonato e strutto sapientemente dosati, vengono impastati e stesi con un tradizionalissimo mattarello in legno di faggio proprio come quello della Terzina. Messa a cuocere su una piastra in terracotta è pronta in pochi minuti.

Se vi è rimasto ancora qualche dubbio in proposito a chiosco di Daniele Scarpellini, beh, sappiate che la fama della piadina di Daniele ha varcato le frontiere nazionali grazie ad un servizio pubblicato dalla BBC.

Alessandro Cingolani

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